29/01/2019

Richieste che capitano se sei un dottorando che studia il nostro metodo da New York: il racconto di Iuri Moscardi dal GC Digital Research Institute.

Uno degli aspetti divertenti degli americani è che riescono sempre a spiazzarti. Lunedì 14 gennaio ero in una sala del Graduate Center della CUNY, dove sto svolgendo il mio Dottorato di Ricerca. Ero con altre 30 persone, tutte selezionate per il GC Digital Research Institute, un workshop intensivo di quattro giorni per imparare a maneggiare programmi e linguaggi utili alla nostra ricerca accademica. Ecco, in un contesto del genere – che in Italia non esiterei a definire “istituzionale” – la prima richiesta è stata: “Disegnate la vostra ricerca come se doveste spiegarla senza usare le parole”. Confesso che non è stato immediato dare forma alle idee che, sebbene continuamente rielaborate, dovrebbero costituire l’esito del PhD. Ricordandomi che fino alle scuole medie ero un buon disegnatore, ho rappresentato la mia ricerca su Betwyll con questo disegno.

Social reading e teoria della ricezione del testo

Il mio progetto di ricerca si basa su un’analisi del metodo sviluppato da TwLetteratura e ora applicato sulla app Betwyll. Come ho cercato di evidenziare con il mio disegno, tale metodologia cambia innanzitutto la modalità di lettura di un testo. Da un’operazione compiuta dal singolo lettore col proprio libro si passa a un’operazione comunitaria. Il metodo coinvolge infatti molti lettori attorno allo stesso testo nello stesso momento. Il valore aggiunto è che il contenuto del libro viene così rifratto in mille diverse sfaccettature, in un ambiente dove ognuno si sente libero di commentare secondo la propria personale ricezione del testo. Inoltre, ognuno può commentare i commenti altrui, creando threads di discussione che spesso approfondiscono aspetti del testo solitamente poco considerati.

Il riferimento critico e teorico che vorrei utilizzare per la mia ricerca è la teoria della ricezione del testo letterario. Questa teoria, elaborata dagli studiosi W. Iser e H. R. Jauss della Scuola di Costanza, si focalizza sul ruolo del lettore e sul modo in cui tale figura contribuisce a dare un senso all’opera letteraria tramite la lettura.

Il digitale al servizio della ricerca

I quattro giorni di workshop mi hanno permesso di familiarizzare con alcuni strumenti digitali molto utili alla mia ricerca.

Nei primi due giorni abbiamo approfondito l’interfaccia Command Line, Git, GitHub e Python . Git e GitHub sono utilissimi per la creazione e la gestione di dati, soprattutto se complessi o di grandi dimensioni. Git permette infatti la creazione e la modifica di diversi formati di dati. GitHub è invece un servizio di hosting che, come un cloud, permette di aggiungere dati elaborati precedentemente con Git e di tracciarne il processo di creazione e modifica. Git e GitHub risultano quindi molto utili quando, tra le altre cose, si vuole creare un progetto condiviso. Non solo infatti consentono l’accesso a più utenti, ma permettono anche di tenere traccia di qualsiasi modifica da loro apportata. Python è invece un linguaggio di programmazione ad alto livello per sviluppare applicazioni, scripting e altro.

Il terzo giorno è iniziato con i database, la cui gestione è un passaggio essenziale di ogni ricerca (e lo sarà soprattutto della mia) ed è proseguito con la Text Analysis. Questo specifico workshop, insieme al successivo sul Machine Learning, mi ha interessato moltissimo. Ho infatti scoperto strumenti e procedimenti che si adatterebbero bene ai dati relativi ai progetti su Betwyll che voglio analizzare. In chiusura, un focus sulla Digital Ethics, fondamentale per ricercatori che utilizzano strumenti digitali, e un’introduzione a HTML e CSS.

Il Graduate Center Digital Research Institute

Il GC DRI è davvero un’opportunità unica. Non capita tutti i giorni di essere selezionati per un programma così intensivo e ben strutturato. In più, circondati da professori e studenti-colleghi disponibili per ogni richiesta o spiegazione. Inoltre, essendo concepito per un ambiente di ricerca universitario, mi ha fornito spunti davvero utili per l’avanzamento della mia ricerca. Tutto ciò è merito della grande attenzione che al Graduate Center viene dedicata allo sviluppo del digitale. In particolare, un grande ringraziamento va ai Digital Fellows di CUNY, studenti delle più svariate discipline che utilizzano strumenti digitali per la loro ricerca e che si sono messi a disposizione come magnifici e competenti tutor. Dietro di loro, sempre attenti e altrettanto disponibili, i professori Lisa Rhody e Matthew Gold, che hanno capito da tempo l’importanza dell’ecosistema digitale per la ricerca accademica. 

Iuri Moscardi

Iuri Moscardi

Dottorando
Betwyll North America Desk

Classe 1986, camuno. Si laurea in Lettere Moderne a Milano, scoprendo grazie alla sua tesi Cesare Pavese, da allora divenuto uno dei suoi chiodi fissi. Grazie a Pavese scopre anche TwLetteratura, che crede sia un modo nuovo di avvicinarsi ai libri e di (ri)scoprirli. Per questo la sua ricerca di dottorato alla CUNY di New York (dopo un Master in Italianistica a Indiana University, Bloomington) è incentrata proprio sulla twitteratura come nuova forma di ricezione del testo letterario. Collabora con Betwyll come project manager, oltre a scrivere per giornali di carta (La Stampa, Giornale di Brescia) e online (Il Lavoro Culturale, La Voce di New York). Nel tempo libero legge molto e tifa Juve. Su Twitter è @iurimoscardi e ha un blog con il curiosissimo nome de Il Tubero.

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